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Piano annuale di inclusione

PIANO ANNUALE INCLUSIONE

  Anno scolastico 2020/2021

 

 

RISPOSTA AI BISOGNI EVOLUTIVI SPECIFICI

 La scuola adegua le varie attività didattiche ai bisogni formativi di ciascun allievo, anche attraverso percorsi di recupero e potenziamento, attivati per classi trasversali, gruppi di livello e con modalità laboratoriali. L'organizzazione oraria favorisce la realizzazione di tali percorsi, perché permette ai docenti di lavorare anche in situazioni di compresenza.

Dopo la rilevazione dei bisogni, capacità, difficoltà, ritmi di apprendimento, si procede a personalizzare il percorso programmando, in relazione al gruppo di livello, strategie educative e didattiche, itinerari formativi diversi per permettere a tutti gli alunni di raggiungere i traguardi fissati. Per rispondere alle difficoltà di apprendimento, si prevedono interventi di tipo educativo per migliorare la partecipazione alla vita scolastica, acquisire capacità organizzative e senso di responsabilità, aumentare i tempi di attenzione e/o concentrazione, recuperare le abilità di base nelle varie discipline, la capacità di comprensione di testi, la competenza lessicale, l’esposizione corretta e chiara.

La scuola favorisce il potenziamento degli studenti con particolari attitudini disciplinari con specifiche forme di attività didattica collegate alle lezioni ordinarie, allo scopo di consolidare ulteriormente le conoscenze di base, far emergere le doti individuali e favorire una presa di coscienza consapevole delle capacità individuali. Gli interventi di recupero e potenziamento realizzati sono risultati efficaci.

Visto il particolare momento legato il persistere della Pandemia, nel caso in cui sia necessario avviare dei percorsi in DAD, si terrà conto delle linee programmatiche, dell’organizzazione e degli obiettivi inseriti nel Piano di DDI dell’Istituto.

 

INCLUSIONE E DIFFERENZIAZIONE

La scuola si è impegnata negli anni a realizzare progetti di inclusione per tutte le classi in cui sono presenti alunni con disabilità; tali progetti mirano a far acquisire autonomia, attraverso una serie di strategie e metodologie in cui vengono coinvolti contestualmente gli alunni con disabilità e il gruppo classe; si prediligono percorsi di attività sportiva, manipolativo-creativa, informatica e teatrale, che offrono la possibilità di coniugare la dimensione del fare, sapere e dell'essere sollecitando negli alunni l'opportunità di individuare e potenziare i propri canali di espressione e comunicazione. Ci si propone, dunque, di favorire autostima, autonomia, socializzazione, creatività, rispetto delle regole, operatività.

Considerata la “Mission” della scuola, l'inclusione è parte integrante della progettazione didattico-educativa di tutti i docenti che elaborano, insieme agli insegnanti di sostegno, i PEI E I PDP, formulati annualmente e soggetti a modifiche in itinere. La differenziazione dei percorsi didattici in funzione degli studenti con Bisogni Educativi Speciali e con Disturbi Specifici di Apprendimento è attuata a livello di scuola, attraverso la realizzazione di programmi personalizzati ed azioni compensative e dispensative individuali, al fine di garantire l'omogeneità degli interventi e il successo formativo di tutti gli alunni. 

- In particolare, con il termine “disturbi evolutivi specifici” si intendono, oltre i disturbi specifici dell’apprendimento, anche i deficit del linguaggio, dell’attenzione, dell’iperattività, il ritardo mentale lieve ed il ritardo maturativo, ma anche altre tipologie di deficit o disturbo, quali la sindrome di Asperger, non altrimenti certificate. I Disturbi Specifici di Apprendimento (Legge 170 dell’ 8 ottobre 2010 e al D.M. 12 luglio 2011) si distinguono in dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia; riguardano alcune specifiche abilità dell’apprendimento di alunni con capacità intellettive adeguate all’età anagrafica. Agli alunni con DSA si applicano i benefici previsti dalla normativa vigente previa presentazione da parte di chi esercita la patria potestà della documentazione sanitaria. La famiglia richiede alla scuola l’elaborazione del PdP (Piano didattico Personalizzato). Entro 3 mesi la scuola si impegna ad elaborare il PdP. Nella predisposizione del documento è fondamentale il coinvolgimento della famiglia. Si prevedono incontri periodici con la famiglia (colloqui, in orario di ricevimento e in occasione dei C.d.C). Nel PdP sono elencate tutte le misure compensative e dispensative che il C.d.C decide di adottare per l’alunno, nonché tutte le strategie didattiche, metodologie e gli strumenti che si ritengano opportuni; sulla base di tale documentazione, nei limiti delle disposizioni vigenti, vengono predisposte le modalità delle prove e delle verifiche in corso d’anno o a fine ciclo.

Inoltre nella nostra realtà sono presenti alunni con svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale e disagio comportamentale/relazionale.

Tali tipologie di BES dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi come, ad esempio, la segnalazione degli operatori dei servizi sociali oppure di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche. Gli interventi predisposti potranno essere di carattere transitorio. Il docente referente che si occupa del disagio, ad inizio ottobre, rileverà i casi di alunni “a rischio” attraverso incontri con i C.d.C. .

Il C.d.C pianifica l’intervento e, se necessario, predispone il piano personalizzato. Al fine di verificare l’efficacia dell’intervento si terranno incontri periodici nell’ambito dei C.d.C programmati, o se necessario, con sedute appositamente convocate. La documentazione prodotta (scheda di rilevazione, PdP, interventi etc.) sarà raccolta nel fascicolo personale riservato dell’alunno. Soggetti coinvolti Istituzione scolastica: famiglie, ASP, associazioni ed altri enti presenti sul territorio. Il referente per l’inclusione collabora con il Dirigente Scolastico e con il personale della scuola per svolgere:

- azione di coordinamento delle attività previste per gli alunni con BES,

- azione di progettazione e gestione del Centro Risorse per la lotta alla dispersione e frammentazione sociale,

- coordinamento per la stesura del PAI e predisposizione di modulistica,

- proposte di formazione per il personale scolastico e progetti in base ai bisogni educativi emersi nell’Istituto

- creazione di un archivio e di una banca dati di proposte didattiche integrate fruibili dai docenti, e proposta di materiali inerenti le metodologie e le strategie didattiche.

 Il referente alunni con disabilità e per le attività di sostegno, collabora con il Dirigente Scolastico e con il personale della scuola per svolgere:

- azione di accoglienza e tutoraggio dei nuovi docenti nell’area sostegno;

- azione di coordinamento con l’equipe medica e il GLH provinciale;

- organizzazione delle attività di sostegno, richiede la convocazione del Gruppo di lavoro, coordina il Gruppo di Lavoro nello svolgimento delle varie attività;

-aggiornamento sull’andamento generale degli alunni certificati.

Il referente DSA, collabora con il Dirigente Scolastico e con il personale della scuola per svolgere:

- azione di accoglienza e orientamento degli alunni con certificazione secondo la recente normativa.

- pianificazione degli incontri famiglia - docenti

- provvede all’eventuale convocazione degli specialisti e dei genitori al C.d.C, su esplicita richiesta della famiglia

- consegna la documentazione al CdC, nel primo consiglio dopo il ricevimento della documentazione.

- coordinamento per la compilazione del Piano didattico Personalizzato

- azione di supporto didattico – metodologico ai docenti.

- coordinamento dei laboratori predisposti all’interno dell’istituto

- operazioni di monitoraggio

INTERCULTURA

L’istituto promuove l’inserimento, l’integrazione e il successo formativo degli alunni stranieri nella consapevolezza che la scuola deve garantire pari opportunità educative e di uguaglianza del diritto allo studio.

Vengono attuate in modo operativo le indicazioni normative contenute nel D.P.R. 394/99, nelle Linee direttive della Pubblica Istruzione del 2006, nella C.M. n.4233 del 19/02/ 2014 e perseguiti i seguenti obiettivi:

-accogliere e inserire nelle classi gli alunni di origine straniera, facilitandone l’ingresso nel sistema educativo e riducendone, per quanto possibile, le crisi di adattamento;

-comunicare alle famiglie degli alunni stranieri un clima positivo di accoglienza, apertura e disponibilità, che contribuisca a vincere timori e diffidenze;

-valorizzare l’accoglienza come occasione e possibilità di un reciproco arricchimento umano e culturale;

-favorire in ogni modo l’acquisizione di competenze e capacità strumentali indispensabili per conoscere, esprimere, comunicare, fare;

-promuovere il successo formativo degli alunni. La scuola attua ogni percorso d’inserimento attraverso: 

1) l'attenzione alla storia personale e scolastica e agli interessi dell'alunno;

2) l'organizzazione del primo colloquio con la famiglia (o i tutor) e gli insegnanti di classe con il supporto di un mediatore linguistico e/o di figure strumentali;

3) la rilevazione di abilità e competenze;

4) l’assegnazione della classe e della sezione tenendo conto dell'età anagrafica, dell'ordinamento degli studi di provenienza, dell'accertamento delle abilità, del titolo di studio eventualmente posseduto dall'alunno, delle aspettative emerse dal colloquio;

5) l'attenzione a ripartire gli alunni nelle varie classi evitando la costituzione di sezioni con predominanza di alunni stranieri;

6) l’ideazione di progetti specifici per l’alfabetizzazione e il consolidamento della lingua italiana nei primi mesi dell’anno scolastico;

7) la semplificazione/facilitazione linguistica per ogni disciplina e percorsi L2. 

Per rispondere all’esigenza di avere degli strumenti che potessero aiutare a personalizzare, anche sotto il punto di vista valutativo, il percorso degli studenti stranieri è stato elaborato un documento (P.E.P.), la cui compilazione è curata dai Consigli di Classe/Equipe Pedagogiche coinvolti.

REALTÀ PRESENTI

Nell’area in cui l’I.O.S. A. Musco svolge la sua azione inclusiva è necessario pensare ad un lavoro di rete fra le realtà istituzionali e il privato sociale, si da fornire risposte globali e significative ai bisogni ed alle esigenze emergenti dai minori e dai giovani dei Comuni d’appartenenza. A tal fine il nostro Istituto ha da sempre elaborato una metodologia d’intervento che prevede la realizzazione di attività mirate ad un’azione preventiva globale; pertanto collabora ed interagisce con diversi Enti presenti nel territorio. Da anni, infatti, la Musco collabora con la Cooperativa Marianella Garçia, il Centro Talità Kum, l’Associazione “Amici di Villa Fazio”, la scuola di Arti Marziali KōshidōBudō e la parrocchia “Madonna del Divino Amore” attraverso interventi finalizzati a favorire nei minori e nei giovani la presa di coscienza delle proprie capacità, delle proprie potenzialità e delle responsabilità verso se stessi, verso gli altri e verso l’ambiente circostante.

Le azioni svolte dalla Scuola e da queste agenzie permettono di operare in costante rapporto di complementarietà al fine di elaborare interventi educativi orientati alla crescita armonica ed integrale dei ragazzi, di promuovere quei processi di crescita formativa, di integrazione sociale e culturale degli individui nella vita, attraverso lo sport e attività propedeutiche. La scuola è ben consapevole di dover svolgere un lavoro che non può limitarsi solo alla trasmissione delle conoscenze, ma deve poter produrre cultura attraverso una continua attività didattica integrata all'attività pratica di laboratori artistici e musicali utilizzando metodi e tecnologie del mondo contemporaneo.

 

Di seguito si riporta il Piano Annuale di Inclusione redatto da codesta istituzione scolastica:

 Piano Annuale per l’Inclusione

 

Parte I – analisi dei punti di forza e di criticità

 

  1. Rilevazione dei BES presenti:

  1. disabilità certificate (Legge 104/92 art. 3, commi 1 e 3)

139

  • minorati vista

1

  • minorati udito

1

  • Psicofisici

137

  1. disturbi evolutivi specifici

12

  • DSA

1

  • ADHD/DOP

0

  • Borderline cognitivo

0

  • Altro

 

  1. svantaggio (indicare il disagio prevalente)

 

  • Socio-economico

x

  • Linguistico-culturale

 

  • Disagio comportamentale/relazionale

 

  • Altro

 

Totali

139

% su popolazione scolastica

10,97

N° PEI redatti dai GLHO

139

N° di PDP redatti dai Consigli di classe in presenza di certificazione sanitaria

12

N° di PDP redatti dai Consigli di classe in assenza di certificazione sanitaria

0

 

  1. Risorse professionali specifiche

Prevalentemente utilizzate in…

Sì / No

Insegnanti di sostegno

Attività individualizzate e di piccolo gruppo

SI

 

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

SI

AEC

Attività individualizzate e di piccolo gruppo

SI

 

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

SI

Assistenti alla comunicazione

Attività individualizzate e di piccolo gruppo

SI

 

Attività laboratoriali integrate (classi aperte, laboratori protetti, ecc.)

SI

Funzioni strumentali / coordinamento

 

SI

Referenti di Istituto (disabilità, DSA, BES)

 

SI

Psicopedagogisti e affini esterni/interni

 

SI

Docenti tutor/mentor

 

SI

Altro:

 

 

Altro:

 

 

 

 

  1. Coinvolgimento docenti curricolari

Attraverso…

Sì / No

Coordinatori di classe e simili

Partecipazione a GLI

SI

Rapporti con famiglie

SI

Tutoraggio alunni

SI

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

SI

Altro:

 

Docenti con specifica formazione

Partecipazione a GLI

SI

Rapporti con famiglie

SI

Tutoraggio alunni

SI

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

SI

Altro:

 

Altri docenti

Partecipazione a GLI

SI

Rapporti con famiglie

SI

Tutoraggio alunni

SI

Progetti didattico-educativi a prevalente tematica inclusiva

SI

Altro:

 

 

  1. Coinvolgimento personale ATA

Assistenza alunni disabili

NO

Progetti di inclusione / laboratori integrati

NO

Altro:

 

  1. Coinvolgimento famiglie

Informazione /formazione su genitorialità e psicopedagogia dell’età evolutiva

NO

Coinvolgimento in progetti di inclusione

SI

Coinvolgimento in attività di promozione della comunità educante

SI

Altro:

 

  1. Rapporti con servizi sociosanitari territoriali e istituzioni deputate alla sicurezza. Rapporti con CTS / CTI

Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati sulla disabilità

SI

Accordi di programma / protocolli di intesa formalizzati su disagio e simili

SI

Procedure condivise di intervento sulla disabilità

SI

Procedure condivise di intervento su disagio e simili

SI

Progetti territoriali integrati

SI

Progetti integrati a livello di singola scuola

SI

Rapporti con CTS / CTI

SI

Altro:

 

  1. Rapporti con privato sociale e volontariato

Progetti territoriali integrati

SI

Progetti integrati a livello di singola scuola

SI

Progetti a livello di reti di scuole

SI

  1. Formazione docenti

Strategie e metodologie educativo-didattiche / gestione della classe

SI

Didattica speciale e progetti educativo-didattici a prevalente tematica inclusiva

SI

Didattica interculturale / italiano L2

SI

Psicologia e psicopatologia dell’età evolutiva (compresi DSA, ADHD, ecc.)

SI

Progetti di formazione su specifiche disabilità (autismo, ADHD, Dis. Intellettive, sensoriali…)

SI

Altro:

 

Sintesi dei punti di forza e di criticità rilevati*:

0

1

2

3

4

Aspetti organizzativi e gestionali coinvolti nel cambiamento inclusivo

 

 

 

x

 

Possibilità di strutturare percorsi specifici di formazione e aggiornamento degli insegnanti

 

 

 

x

 

Adozione di strategie di valutazione coerenti con prassi inclusive;

 

 

 

x

 

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’interno della scuola

 

 

 

 

x

Organizzazione dei diversi tipi di sostegno presenti all’esterno della scuola, in rapporto ai diversi servizi esistenti;

 

 

 

 

x

Ruolo delle famiglie e della comunità nel dare supporto e nel partecipare alle decisioni che riguardano l’organizzazione delle attività educative;

 

 

x

 

 

Sviluppo di un curricolo attento alle diversità e alla promozione di percorsi formativi inclusivi;

 

 

 

x

 

Valorizzazione delle risorse esistenti

 

 

 

x

 

Acquisizione e distribuzione di risorse aggiuntive utilizzabili per la realizzazione dei progetti di inclusione

 

 

 

x

 

Attenzione dedicata alle fasi di transizione che scandiscono l’ingresso nel sistema scolastico, la continuità tra i diversi ordini di scuola e il successivo inserimento lavorativo.

 

 

 

 

x

Altro:

 

 

 

 

 

Altro:

 

 

 

 

 

* = 0: per niente 1: poco 2: abbastanza 3: molto 4 moltissimo

Adattato dagli indicatori UNESCO per la valutazione del grado di inclusività dei sistemi scolastici

 

Approvato dal Gruppo di Lavoro per l’Inclusione in data            /       /           .

Deliberato dal Collegio dei Docenti in data         /        /             .